Ci sono le alghe alle Maldive?
Non sono alghe: si chiamano Seagrass, un eroe silenzioso dei mari
Vi sarà capitato di osservare la foto di una laguna maldiviana e di notare alcune macchie scure sul fondale turchese. Oppure di parlare con amici rientrati da un viaggio che vi hanno riferito che in spiaggia hanno trovato le alghe, raccontandovi di filamenti vegetali simili a erba, lunghi e secchi, portati dalle onde.
Sorpresa! Non si tratta di alghe ma di “Seagrass”, ovvero Fanerogame: piante superiori marine, che hanno rizomi, foglie, fiori e frutti veri. Le alghe non hanno radici, non fanno fiori e tantomeno frutti, sono organismi più semplici, antichi e primitivi; le piante sono molto più complesse, specializzate ed evolute.

Esempio di laguna con presenza di Fanerogame
Alle Maldive sono state identificate 8 specie distinte di questa tipologia di piante, di cui la più diffusa e frequente è la Thalassia Hemprichii che, con le sue foglie curve a forma di nastro, rappresenta il nutrimento principale delle tartarughe verdi, al punto da essere anche chiamata “Turtle Grass”. Esteticamente è molto simile alla Posidonia Oceanica, endemica del nostro Mediterraneo e, come lei, anche le Fanerogame dei mari tropicali hanno un ruolo chiave nell’ecosistema.

Turtle Grass
I loro prati forniscono habitat, cibo e rifugio a migliaia di specie di pesci, invertebrati, mammiferi, rettili e uccelli. La loro ampia rete di radici si estende sotto i fondali marini, contribuendo a stabilizzare le coste. Le loro foglie purificano l’acqua, riducendo inquinanti come metalli pesanti e patogeni biologici. Inoltre, compiendo la fotosintesi, come tutte le piante emerse, sequestrano e smaltiscono anidride carbonica e arricchiscono le acque di ossigeno che, in parte, passa nell’aria che tutti noi respiriamo.
In particolare, l’efficacia delle Fanerogame nel catturare l’anidride carbonica intrappolandola nel sottosuolo è nettamente superiore rispetto a molte piante terrestri: esse contribuiscono in modo significativo alla regolazione termica dell’intero pianeta. Basti pensare che, pur coprendo solo lo 0,1% del fondale oceanico, dobbiamo a loro oltre il 10% dello stoccaggio globale di carbonio negli oceani. Secondo “Seagrass Watch”, queste praterie possono immagazzinare carbonio e ridurre i gas serra 35 volte più velocemente delle foreste pluviali! Vanno considerati veri e propri polmoni della Terra.
È talmente cruciale il ruolo di questi organismi per il pianeta che la Posidonia Oceanica è stata classificata specie in pericolo e protetta ai sensi della direttiva Habitat 92/43 CEE (habitat prioritario 1120: la maggiore categoria possibile). Esistono numerosissimi Enti che si dedicano alla loro tutela, sia in Europa che in tutto il mondo, proprio perché la loro presenza è ormai universalmente riconosciuta come preziosa ed essenziale: si tratta di vere “foreste marine”, i cui effetti benefici si estendono sia all’acqua che all’atmosfera terrestre, coinvolgendo tutti gli esseri viventi.

Prato di Fanerogame in laguna
Nello specifico, alle Maldive, il ruolo di questi ecosistemi è più vitale che mai. Da loro dipende la conservazione stessa dell’arcipelago: il fitto sistema di radici di queste praterie stabilizza la sabbia sottomarina e le loro foglie assorbono e smorzano l’energia delle onde, proteggendo le spiagge dall’erosione. In un paese dove il punto naturale più elevato raggiunge solo i 2,4 metri sul livello del mare, questo è davvero fondamentale per la sopravvivenza. Inoltre, rinfrescano la temperatura dell’acqua, riducendo il rischio di sbiancamento delle barriere coralline e, filtrando i sedimenti in sospensione e assorbendo l’eccesso di sostanze dannose derivanti anche dalle attività umane, mantengono l’acqua limpida e chimicamente idonea a sostenere la vita. I densi parchi sottomarini di Seagrass rappresentano il luogo ideale dove i pesci neonati e giovanili (come cernie e azzannatori) possono crescere trovando ombra e cibo, per poi spostarsi sulla barriera corallina una volta adulti. Queste piante, inoltre, attirano numerosissime specie chiave (come piccoli di squalo e razze), che arricchiscono l’esperienza di snorkeling ricercata dai viaggiatori.
Una tartaruga verde, specie protetta e in via di estinzione, è in grado di consumare fino a 2 kg di Turte Grass in un giorno: sarà quindi estremamente facile avvistare tali meravigliose creature esplorando una di queste verdi distese.

Tartaruga verde su letto di Seagrass
Purtroppo, le praterie di Fanerogame, così fondamentali, sono uno degli ecosistemi più sottovalutati e meno tutelati al mondo: i report delle Nazioni Unite dicono che solo il 26% dei campi registrati si trova all'interno di aree marine protette, rispetto al 40% delle barriere coralline e al 43% delle mangrovie. A livello globale, ogni 30 minuti se ne perde una porzione grande quanto un campo da calcio a causa dell'attività umana.
Alle Maldive, anche il turismo gioca un ruolo chiave nel loro declino. Nell’intento di compiacere gli ospiti creando paesaggi "perfetti", molti resort rimuovono le praterie di Seagrass raccogliendole o coprendole con sabbia e teloni di plastica. Inoltre, il recupero di terre, il dragaggio, la gestione impropria dei rifiuti, l'innalzamento della temperatura del mare dovuto ai cambiamenti climatici e la pesca non regolamentata le minacciano ulteriormente. La sensibilità di questa pianta all’inquinamento chimico e organico, infatti, la rende un buon indicatore biologico delle acque, ma la mette in pericolo perché suscettibile a numerosi fattori: trovare Seagrass che cresce rigogliosa è un ottimo testimone della qualità del mare.
Come se non bastasse, le foglie che naturalmente cadono dalle piante possono arrivare sulle spiagge spinte dalle correnti, creando accumuli chiamati “banquettes”. Spesso percepiti come rifiuto, svolgono invece un importante ruolo biologico: trattengono sedimento, riducono l’erosione costiera, restituiscono sostanza organica all’ambiente, offrono habitat a piccoli animali di cui si nutrono uccelli e pesci. Non sono un problema da risolvere: sono parte del ciclo della pianta e mattone vitale dell’ecosistema marino.
Ecco perché, negli ultimi anni, numerosissime società no profit sia locali che internazionali sostengono campagne di sensibilizzazione e responsabilizzazione per proteggere le praterie di Fanerogame e sempre più resort recepiscono il messaggio, smettendo di estirpare i letti queste piante e, al contrario, avviando progetti di risemina controllata.
Anche noi in MondoMaldive, da sempre impegnati nella tutela dei tesori naturali di questo straordinario arcipelago, crediamo che la percezione che l'industria del turismo ha dei prati di Fanerogame vada modificata: viaggiatori e piante marine possono coesistere, iniziando da corrette informazione e formazione. Chi non vorrebbe, nuotando in acque limpide e pulite, avvistare uno splendido cavalluccio marino, un cucciolo di squalo o osservare da vicino le tartarughe verdi mentre si nutrono tranquille?