Cos’è la bioluminescenza?
Si tratta di uno dei fenomeni naturali più spettacolari ed affascinanti che è possibile osservare alle Maldive.
Immaginate: è notte, è buio, perché non c’è la luna o perché è coperta dalle nubi, siete sul bagnasciuga e vedete il mare accendersi di centinaia di puntini luminosi che appaiono e scompaiono. Le onde che si infrangono a riva brillano, vostri piedi disegnano impronte luccicanti e, se provate a immergervi, è magia: nelle sere migliori, sarete circondati da un alone di luce fosforescente e ogni vostro movimento disegnerà una scia di stelline brillanti. Ecco perché si arriva a parlare di “Sea of Stars”, il mare di stelle.

La tipica bioluminescenza maldiviana
Che cosa sta succedendo?
State assistendo ad un evento tanto scenografico quanto naturale: l’emissione di luce visibile da parte di alcuni organismi viventi, come risultato di rezioni chimiche al loro interno. Le specie di flora e fauna marine e terrestri capaci di produrre luce sono numerosissime: batteri simbionti, alghe unicellulari, meduse, crostacei, calamari e molti pesci, in particolare quelli di profondità, parlando del solo mare.
È lo stesso meccanismo che accende le lucciole in estate: una reazione chimica di ossidazione di piccole molecole chiamate, non a caso, luciferine, catalizzata da un enzima, detto luciferasi, che libera energia sotto forma di luce fredda, priva di calore. La bioluminescenza è comparsa in maniera indipendente in numerose linee evolutive e ogni gruppo di esseri viventi possiede le proprie luciferine e luciferasi che, a seconda della conformazione, producono luce di colori diversi.

Alcuni organismi marini bioluminescenti
In ambiente marino, le lunghezze d’onda della luce emessa restituiscono per lo più colori tendenti al blu e al verde, poiché si aggirano quasi tutte attono ai 470nm. Questo non è casuale: è la luce che penetra meglio l’acqua, rendendola visibile anche a grandi distanze ed è strettamente legata ai sistemi visivi degli animali che abitano oceani e mari. In pratica: la bioluminescenza produce un tipo di luce ottimizzata per essere vista anche da lontano da parte degli animali che devono vederla.
Le motivazioni evolutive dell’esistenza di questo fenomeno incredibile sono moltissime e, ogni specie, lo usa per diverse ragioni, spesso ingegnose. Molti animali impiegano la luce per difesa, come elemento disorientante o intimidatorio oppure, al contrario, per l’attacco, per attrarre una preda o per confonderla. Le lucciole la usano per comunicare tra loro nel periodo della riproduzione.
Chi fa brillare le Maldive?
Il principale responsabile dello spettacolo delle notti maldiviane, quelle scintillanti luminescenze che si notano quando l'acqua viene agitata, è un componente del plancton. Definito come l’insieme di tutti gli organismi incapaci di nuotare, al di là della loro dimensione e della loro distribuzione all’interno della colonna d’acqua, il plancton è, quindi, un gruppo eterogeneo di esseri viventi, accomunati dalla sola caratteristica di non essere in grado di opporsi al moto ondoso e alle correnti. Possiamo trovarvi sia organismi animali (zooplancton), come larve di pesci, anellidi, celenterati, crostacei, molluschi e protozoi, sia organismi vegetali (fitoplancton), come alghe e funghi, oltre a batteri e virus. Questa ricca biodiversità è di fondamentale importanza per l’equilibrio di molti ecosistemi, essendo alla base di varie catene alimentari che coinvolgono numerose specie animali, sia acquatiche sia terrestri.
Alle Maldive le notti sono accese principalmente dai Dinoflagellati, come la Noctiluca Scintillans: alghe unicellulari assai diffuse che emettono luce se sottoposte a stimoli meccanici, come il moto ondoso, l’urto con la chiglia di una nave in marcia oppure il movimento di altri organismi che nuotano nelle vicinanze. Ecco perché l’acqua del mare maldiviano luccica se la si scuote con le mani!

Il dinoflagellato Noctiluca Scintillans Unica (foto di Maria Antónia Sampayo, Instituto de Oceanografia)
Per questi organismi, si tratta di una strategia difensiva, volta a spaventare i predatori o attirarne di più grandi che infastidiscano i loro aggressori, comprandosi così, con un lampo, la sopravvivenza! L’oceano usa la luce non per farsi guardare, ma per restare vivo.
Quando andare alle Maldive per trovare la bioluminescenza?
Il fitoplancton è presente tutto l’anno nelle acque delle Maldive ma il verificarsi di intensa bioluminescenza dipende da diversi fattori ambientali e climatici: il periodo migliore è la nostra estate, da giugno/luglio fino a novembre/dicembre, ovvero il culmine del monsone di sudovest, quello più caldo e umido. Potenzialmente visibile in qualsiasi isola dell’arcipelago, sarà meglio apprezzabile nelle notti più buie, nelle spiagge con minor inquinamento luminoso e nelle giornate con condizioni di mare non troppo mosso.
Resta, comunque, un fenomeno capriccioso e del tutto imprevedibile: non esiste nessun tipo di calendario fisso e, a causa della sua dipendenza da fattori variabili come vento, correnti marine, maree, cicli di fioritura e temperatura dell’acqua, una spiaggia che brilla intensamente una notte può restare del tutto buia la notte successiva.
È vero che a Vadhoo è più facile vedere la bioluminescenza?
Questa piccola isola nell’atollo di Raa è celebre in tutto il mondo grazie a fotografie di spiagge ricche di plancton luminoso a lei attribuite che sono diventate virali e che l’hanno resa la capitale della bioluminescenza nell’immaginario del viaggiatore.

La storia, però, è più sfumata: alcune delle immagini più celebri sono state in realtà ricondotte ad altre isole e la paternità "Vaadhoo" non è certa, complice anche l'esistenza di diverse isole maldiviane con identico nome. Il fenomeno, in altre parole, non appartiene a un solo luogo: può manifestarsi ovunque le correnti portino una concentrazione di plancton sufficientemente densa.
Non è possibile prenotare la bioluminescenza, va ricercata ogni sera e vissuta come un regalo del mare. Perché ci sono notti, alle Maldive, in cui il confine tra cielo e oceano smette di esistere e non serve guardare in alto per esprimere un desiderio.
